sabato 11 agosto 2012

E' stato bello sognare insieme

Con queste parole meravigliose ci saluta un'atleta strepitosa, Josefa Idem si congeda con una frase che vale cento volte le gioie e l'esempio che ci ha regalato.

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Per il suo addio, per il caso doping di Schwazer, sono venute fuori delle polemiche su cui mi vorrei soffermare: perchè dobbiamo pagare questi atleti per non fare niente? Sono tutti in corpi militari o di polizia e li paghiamo senza che lavorino, e poi migliaia di euro per ogni medaglia. Mettendo da parte il cosa debba essere il lavoro di un militare in un paese che ripudia la guerra, qui viene fuori proprio l'Italia peggiore.

Voglio presentarvi alcuni esempi, pescati un po' qua e un po' la, senza cercare tra cose particolarmente complesse, perchè per me è proprio nella semplicità che si trova quanto voglio dire.


Comincio da Renzi.

"Un Garage e l'A.S.L."

Ha fatto notizia che Google si compra il garage della Silicon Valley (Menlo Park) dove Larry Page e Sergey Brin hanno iniziato il cammino di questa società. Pagavano 1700 dollari al mese di affitto. La notizia, in realtà, non è questa. È che in America sono nati in garage Apple, Hewlett Packard, Microsoft. In Italia se apri una fabbrica di idee in un garage arriva l’ASL e ti fa chiudere. Cosa c’è che non va? E, soprattutto, chi ha torto? (Matteo Renzi)


Vado avanti con Pif.

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Non c'è verso, siamo fatti così, ammazziamo i sogni dei nostri figli, come genitori, come nonni, come burocrati, come governanti, in buona o cattiva fede, costantemente ammazziamo i sogni dei nostri figli. "Studia, prenditi una laurea anche se non ti interessa, fai un lavoro ben retribuito anche se non ti piace, sposa una brava ragazza anche se non ne senti il bisogno, fai dei figli anche se non te la senti e insegna loro a studiare, fare un lavoro, sposare una brava ragazza e fare dei figli".
"Voglio fare il tennista"-"Sì va beh, per passare il tempo. Tu studia"
Renzi sbaglia da un certo punto di vista: i due ragazzi è già difficile che arrivino al garage, prima qualcuno avrà detto loro "ma smettete di perdere tempo con queste scemenze e andate a lavorare alla Ford in catena di montaggio".
Ad un bambino, ad un ragazzo, c'è bisogno di insegnare a sopravvivere? C'è tutta questa fretta di affossare i suoi sogni? Non riusciamo ad aspettare che faccia la sua strada, le sue scelte, le sue esperienze, non vogliamo imporgli niente, ma speriamo di convincerlo a non provarci, a non rischiare di perdere l'occasione di trovare un bel posto fisso che non gli piace. Non provare a vivere il tuo sogno, perchè potresti iniziare troppo tardi a fare una vita che non ti interessa. Non siamo disposti ad aspettare che il posto fisso lo cerchino i nostri figli quando lo decidono, vogliamo convincerli che sia la cosa migliore anche quando ancora stanno sognando, quando sono quello che non possiamo più essere, quando fanno la cosa più bella che si possa fare nella vita: sognano.

A cosa serve pagare un militare, o un poliziotto o comunque un dipendente pubblico? A far vedere ai nostri ragazzi che è possibile vivere un sogno, che devono lottare contro una società che non vuole farli sognare ma possono riuscirci, quale che sia il loro sogno, dal fare il chirurgo in Angola al suonare i Bonghi in Cambogia, dal fare il veterinario al vincere un oro olimpico, dal pilotare aerei all'inventare il personal computer. Gli atleti pagati dallo stato servono proprio a questo: a far capire che ogni sogno è possibile anche il più strano, come diventare il più forte giocatore di ping pong del mondo.

Vi saluto con un dialogo.


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E grazie Josefa, è stato bellissimo sognare insieme.

1 commento:

patatina ha detto...

grandissima josefa...magari i nostri "campioni" fossero tutti come lei...